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PRIMA COLAZIONE: 7 MILIONI DI ITALIANI LA SALTANO MA RISPETTO A 10 ANNI FA CRESCE IL NUMERO DI PERSONE CHE LA FANNO MEGLIO, TUTTI I GIORNI E A CASA

Un’indagine commissionata dall’AIDEPI (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane) alla Doxa ha fotografato la prima colazione degli italiani e come questo rito è cambiato negli ultimi 10 anni. Lo studio è stato presentato oggi, 7 maggio, a Milano in occasione del lancio di “Io comincio bene”: un progetto di valorizzazione della buona prima colazione attraverso un blog (da oggi online) e una pagina facebook. 

 

Partiamo con un segnale di allarme. In Italia negli ultimi 10 anni - racconta l’indagine Doxa “Io comincio bene” commissionata da AIDEPI (Associazione italiana industrie della pasta e del dolce) - nonostante la colazione sia uno dei pasti più amati dai nostri connazionali, è diminuito il numero di quanti la fanno: dal 92% si è scesi all’86%. Di conseguenza, sono quasi raddoppiati (dall’8% al 14%) quelli che la saltano del tutto, i cosiddetti “breakfast skipper” che hanno raggiunto la quota di 7 milioni di persone. Le ragioni per cui non si fa la colazione restano sempre le stesse: stomaco chiuso (50%), si preferisce mangiare qualcosa a metà mattina (47%, in crescita rispetto al 41% del 2004), non si ha tempo (34%), si preferisce fare un pranzo più abbondante (37%). 

 MA CRESCONO GLI ITALIANI CHE LA FANNO MEGLIO…

La buona notizia è nel fatto che aumentano il numero dei “virtuosi” della prima colazione. Chi la fa tutti i giorni (o quasi) sale dal 79% all’84%, mentre si registra un buon +20% nel numero di quanti preferiscono consumarla solamente a casa (dal 70% del 2004 si arriva all’85% di oggi) concedendosi un po’ di coccole in più prima di iniziare la giornata. E, soprattutto, scende da 4 a 3 milioni il numero degli italiani che dichiarano di fare colazione ma poi tutto si traduce… in un caffè e via senza mangiare nulla. 

Allo stesso tempo lievita l’attenzione per la colazione salutista: quasi la metà degli italiani (44%) si dichiarano molto interessati a quei prodotti che riducono la quantità di grassi, zuccheri e cercano di tenere sotto controllo le calorie. Da rilevare infine la notevole crescita di quanti consumano frutta: si sale dal 3,5% circa del 2004 all’8% di oggi.

 

 

 

 

 

“IO COMINCIO BENE”: UN BLOG DEDICATO ALLE STORIE DI PRIMA COLAZIONE 

Partendo da questa fotografia – con luci e ombre – l’AIDEPI ha pensato di dare vita ad un progetto che promuove la cultura del valore della prima colazione attraverso il lancio del blog “Io comincio bene”- da oggi online - e di una pagina facebook tramite i quali condividere le “buone” storie di prima colazione. Un luogo virtuale dove chi “comincia bene” racconta i suoi riti, le esperienze e i piccoli segreti legati a questo momento, estremamente piacevole per ben 35 milioni di persone. Ma non solo. In collaborazione con il nutrizionista e dirigente di ricerca INRAN Andrea Ghiselli e l’antropologo alimentare Sergio Grasso, è stato sottoscritto il manifesto                dell’ “Io comincio bene”: un decalogo con 10 consigli pratici (vedi scheda allegata) per trasformare la propria colazione in una buona colazione o, magari, scoprire quegli accorgimenti utili per vincere le difficoltà che spingono gli italiani a saltare questo pasto fondamentale per la nostra dieta alimentare.

 

IL MENÙ DEGLI ITALIANI A COLAZIONE

Entrando più nello specifico nell’indagine, dal punto di vista degli alimenti che arrivano sulle nostre tavole a colazione si registra – almeno sulla carta e a prescindere dalle dosi, che sono di fondamentale importanza - un corretto mix di carboidrati complessi, proteine, grassi e zuccheri semplici. 

Saldamente al primo posto troviamo i biscotti, scelti da 6 italiani su 10 (58%), seguiti da pane e/o fette biscottate, con o senza marmellata, miele e creme spalmabili alla nocciola o al cacao (19%). A seguire, più o meno a pari merito (tra il 7% e il 9% dei consensi), 3 gruppi di alimenti: cereali/muesli; merendine/brioches/cornetti confezionati e yogurt. Tra le bevande cresce (14%) il peso del tè, accanto ai più tradizionali latte (35%), caffè (33%) e caffellatte/cappuccino (28%).

 

LA PAROLA AGLI ESPERTI: ANDREA GHISELLI E SERGIO GRASSO

 “Il migliore modo per affrontare la giornata – afferma il nutrizionista e dirigente di ricerca INRAN Andrea Ghiselli - è quello di non saltare mai la prima colazione, meglio se fatta a casa, per poi dar vita ad un richiamo verso le 10 con uno yogurt o un frutto. In generale gli italiani, a guardare i risultati di questa ricerca, sembrano approcciare nel modo giusto alla colazione, scegliendo prodotti come biscotti, fette biscottate, pane e marmellata o creme spalmabili, oppure indirizzandosi verso i cereali, in particolare quelli innovativi che contengono al loro interno frutta secca e fibra.”

 

“La colazione da noi - spiega l’antropologo alimentare Sergio Grasso - è sinonimo di dolcezza, non solo nel senso che nella tradizione mediterranea (Italia, Spagna, Francia) si mangiano spesso cose dolci, a differenza di quanto accade nel Nord Europa, dove è il salato a essere in primo piano… A livello emotivo, questa voglia di cose dolci, di coccole, è l’altra faccia di un desiderio irrazionale che ci spinge a non decidere subito, a indugiare davanti alle scelte che poi inevitabilmente dovremo prendere nel corso della giornata. La colazione è un dolce bivio di fronte al quale ci attarderemmo – se fosse possibile – per tutta la giornata.”

 

“Il primo pasto della giornata – prosegue Grasso - potrebbe essere correttamente rappresentato con uno smile: esprime la voglia di partire con il piede giusto, con un sorriso, appunto, una parentesi di confronto, tenerezza, condivisione, dialogo. All’opposto di questo schema ideale abbiamo il modello “breakfast skipper”: colui che salta la colazione, inconsciamente elimina dalla vita la dolcezza, la considera una perdita di tempo, qualcosa di superfluo e di non conveniente. Salta i preamboli e va dritto al cuore, razionale, della giornata…”

 

NORD E DONNE PIU’ VIRTUOSI: LA SALTANO SOPRATTUTTO I GIOVANI UOMINI DEL SUD 

Se guardiamo alla geografia e alle diversità di genere, le caratteristiche di chi comincia bene si trovano più al Nord che al Centro e al Sud e più frequentemente nelle donne che negli uomini.

Infatti mano a mano che si scende verso Sud aumenta l’abitudine sociale a fare colazione da soli, a variarla poco (l’87% degli italiani, infatti, fa sempre la stessa colazione), a farla al bar o, addirittura a saltarla. E’ sintomatico che tra i cosiddetti breakfast skipper ci sia una percentuale particolarmente alta (20%) di uomini, under 34, studenti, del Sud e delle Isole. 

 

SE UN GENITORE NON FA COLAZIONE, RADDOPPIANO I BAMBINI CHE LA SALTANO 

L’esempio dei genitori in questa scelta resta decisivo. Come emerge dall’indagine in una famiglia in cui non si fa colazione raddoppia la percentuale di bambini (dall’11% al 26%) che decidono di non farla.

“Di norma i genitori che preparano la colazione e siedono a tavola con i propri figli – afferma Andrea Ghiselli – li educano a un comportamento alimentare più corretto che si ripercuote positivamente anche nella scelta degli altri pasti e, più in generale, nello stile di vita adottato dai ragazzi: quelli che mangiano con i propri genitori, di norma consumano più frutta e verdura e guardano meno la televisione.”

 

UNDER 25: SPESSO (60%) LA FANNO DA SOLI MA SOCIALIZZANDO SUL WEB…

Colpisce infine scoprire che tra quanti fanno colazione da soli - il 52% degli italiani - ci sono molti under 25. Che però hanno l’abitudine, più degli altri italiani (in tutto parliamo di 3,5 milioni di persone), di aprirsi al mondo esterno e alla socialità (virtuale) attraverso facebook, internet, twitter, mail e sms, mentre sorseggiano un caffè o mangiano qualcosa di dolce.  Per 1 milione d’italiani l’accesso alla rete, la mattina, avviene addirittura ancora prima di un caffè o di lavarsi…

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