Un’eterna delizia per il palato e la mente.

Storia

All’inizio furono i Maya e gli Aztechi
La pianta del cacao ha origini antichissime: si presume che fosse presente più di 6000 anni fa nel Rio delle Amazzoni e nell’Orinoco, e che i primi agricoltori che iniziarono a coltivarla furono i Maya intorno al 1000 a.C.
Dopo i Maya anche gli Aztechi iniziarono la coltura del cacao e in seguito la produzione della cioccolata, associando questo alimento a Xochiquetzal, la dea della fertilità. Presso queste popolazioni il cacao veniva consumato dalle élite durante le cerimonie importanti, con valore mistico e religioso.

La scoperta europea del cacao
Nel 1502 avvenne il contatto del cacao con la civiltà europea: Cristoforo Colombo durante il suo quarto e ultimo viaggio in America sbarcò in Honduras dove ebbe l’occasione di assaggiare una bevanda a base di cacao. Ma solo con Hernàn Cortéz, nel 1519, si ha l’introduzione del cacao in Europa, dove si iniziò a consumarlo con l’aggiunta di vaniglia e zucchero per correggerne la naturale amarezza.

Un lusso per i nobili
Il cacao fu importato in Italia a cavallo fra il 1500 e il 1600. Le prime città che iniziarono a produrlo furono Firenze, Venezia e Torino. Nel XVII secolo divenne un lusso diffuso tra i nobili d’Europa e gli Olandesi, abili navigatori, ne strappano agli spagnoli il controllo mondiale e il predominio commerciale.

Il mito del cioccolatino
Sulla nascita dei cioccolatini si fanno diverse congetture. La più suggestiva sostiene che il cioccolatino sia la conseguenza di un incidente avvenuto nella cucina di un Duca: una casseruola piena di zucchero caramellato si rovesciò accidentalmente sopra a delle mandorle accendendo l’immaginazione del capocuoco, che ideò così un dolce dalle dimensioni di un boccone e ricoperto di cioccolata.

Torino e il gianduiotto
La patria dei primi cioccolatini sembra comunque essere Torino (fine 1700), come piemontese è anche l’invenzione dei gianduiotti. Questa squisita pasta di cioccolato e nocciole in polvere fu l’esito del blocco commerciale voluto da Napoleone per indebolire gli inglesi: il cacao, il cui costo era divenuto altissimo, venne allora diluito con le nocciole.

Le grandi invenzioni dell’Ottocento
L’Ottocento fu il secolo dell’affermazione del cioccolato solido e delle invenzioni che rivoluzionarono la lavorazione del cacao. Nel 1802 il genovese Bozelli studiò una macchina idraulica per raffinare la pasta di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia. Nel 1820 nasce la prima tavoletta di cioccolata di tipo commerciale, prodotta in Inghilterra, e nel 1828 l’olandese van Houten mise a punto un torchio speciale che separava il burro dalla polvere di cacao.
Nel 1875 fu lanciato sul mercato il cioccolato al latte, mentre nel 1879 fu inventato il concaggio, che consiste nel mantenere a lungo rimescolato il cioccolato fuso per assicurarsi una miscelazione omogenea.

Dai maestri cioccolatieri a oggi
All’inizio del XX secolo iniziò la vera e propria industrializzazione dei processi produttivi, mentre si ampliò la geografia delle piantagioni di cacao: Costa d’Avorio, Camerun, Africa dell’est e Malesia. Allo stesso tempo, l’ingegno dei maestri cioccolatieri continuò a formulare nuove creazioni, come la barretta al cioccolato, ideata nel 1923.
Il Novecento è anche il secolo della grande industria italiana del cioccolato, che grazie alla creatività e all’intraprendenza di illuminati imprenditori riuscì a conquistare il mondo con idee sempre nuove e golose.

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